L’eiaculazione precoce è un disordine dell’eiaculazione caratterizzato da un’eccessiva rapidità dell’eiaculazione stessa.
Si distinguono essenzialmente due tipi di eiaculazione precoce:
l’eiaculazione precoce primaria (o congenita), ovvero presente sin dall’inizio della storia sessuale dell’individuo (cioè dalla prima esperienza sessuale), e secondaria (o acquisita), cioè manifestatasi a partire da un momento successivo all’inizio della vita sessuale.
Gli elementi caratteristici dell’eiaculazione precoce sono:
una ridotta latenza eiaculatoria;
la mancanza di controllo o la mancanza della percezione soggettiva dei tempi
dell’eiaculazione;
il disagio e le difficoltà interpersonali, conseguenti al disordine    dell’eiaculazione.
Si stima che la prevalenza dell’eiaculazione precoce possa interessare tra il 3% e il 30% della popolazione maschile-
In un soggetto normale la durata media del tempo di eiaculazione è pari a 5.4 min, con un range che varia dai 0.55 min ai 44.1 min
Tra i fattori neurobiologici discussi in letteratura come più probabilmente associati alla comparsa di eiaculazione precoce primaria si ricordano:
ipersensibilità del pene;
maggiore rappresentazione del nervo pudendo a livello della corteccia cerebrale;
anomalie morfologiche del pene, quali fimosi e frenulo breve;
disordini della trasmissione serotoninergica a livello centrale;
presenza di particolari polimorfismi genetici associati all’insorgenza di eiaculazione precoce primaria.
L’eiaculazione precoce secondaria (o acquisita) sottende di solito un problema somatico e/o psicologico.
Nelle sua genesi potrebbero essere implicati:
i distiroidismi e, in particolare, l’ipertiroidismo
i disordini infiammatori del basso tratto urogenitale (prostatiti) e le sindromi da dolore pelvico cronico
la sospensione, talvolta inappropriata, di terapie farmacologiche interferenti con il sistema nervoso centrale, quali, ad esempio, gli antidepressivi
l’astinenza da sostanze stupefacenti
Numerosi sono i fattori di carattere psicologico potenzialmente interferenti con la salute sessuale dell’uomo e capaci, pertanto, di peggiorare o sostenere una condizione di eiaculazione precoce.
In questo contesto è possibile distinguere fattori legati alla storia sessuale dell’individuo, fattori individuali come pure i fattori legati alle capacità relazionali dell’individuo stesso .
Qualora venga sospettata una forma di eiaculazione precoce, è particolarmente utile che il paziente compili un questionario di autovalutazione validato, chiamato PEDT (Premature Ejaculation Diagnotic Tool).
Questo questionario consente di identificare coloro che possono avere problemi di eiaculazione precoce durante l’attività sessuale.

Di seguito sono riportate le cinque domande con i punteggi relativi alle risposte fornite.
1) Quanto è difficile per te ritardare l’eiaculazione?
per niente 0- un po’ difficile 1- moderatamente difficile 2- molto difficile 3- estremamente difficile 4-
2) Ti capita di eiaculare prima che lo desideri?
– quasi mai o mai (0% delle volte) 0 – meno della metà delle volte (circa il 25% delle volte) 1 – circa metà delle volte (il 50% delle volte) 2 – più della metà delle volte (circa il 75% delle volte) 3 – quasi sempre o sempre (100% delle volte) 4
3) Ti capita di eiaculare con una minima stimolazione?
– quasi mai o mai (0% delle volte) 0 – meno della metà delle volte (circa il 25% delle volte) 1 – circa metà delle volte; (il 50% delle volte) 2 – più della metà delle volte; (circa il 75% delle volte) 3 – quasi sempre o sempre (100% delle volte) 4
4) Ti senti frustrato perché eiaculi prima di quando vuoi?
– per niente 0 – un po’ 1 – moderatamente 2 – molto 3 – estremamente 4
5) Quanto sei preoccupato che la velocità di eiaculazione lasci insoddisfatta la tua partner?
– per niente 0 – un po’ 1 – moderatamente 2 – molto 3 – estremamente 4

Ad oggi, la Dapoxetina rappresenta l’unico farmaco approvato per la terapia al bisogno dell’eiaculazione precoce primaria o secondaria. Infatti, al contrario degli SSRI convenzionali, consente una somministrazione al bisogno, non necessita di un periodo finestra per manifestare la sua efficacia, ha un buon profilo di sicurezza e non presenta il rischio di sviluppare una sindrome da astinenza dopo la sospensione.
Per tali motivi, la Dapoxetina può essere considerata, a ragione, il farmaco di prima scelta nel trattamento dell’eiaculazione precoce.
Risultati migliori a lungo termine si ottengono associando alla terapia farmacologica le terapie comportamentali
Le terapie comportamentali più impiegate sono la squeeze e la stop and start technique, entrambe orientate all’acquisizione di una maggiore capacità di controllo di livelli medi di eccitazione. Attraverso degli esercizi dedicati, il soggetto è in grado di acquisire un maggiore controllo dei tempi di eiaculazione e recuperare la propria autostima, che si traduce in una maggiore confidenza durante il rapporto sessuale ed una ridotta ansia
L’integrazione della terapia medica con un approccio comportamentale/educativo ha il preciso intento di ottimizzare il risultato del trattamento, aiutando il paziente a recuperare il controllo della propria eiaculazione in maniera stabile.
In tal senso può essere di estrema utilità coinvolgere stabilmente la partner nell’iter diagnostico e terapeutico, perché il recupero di una maggiore complicità nel rapporto sessuale di coppia, garantisce un ulteriore stimolo per il paziente a recuperare la propria autostima, il proprio senso di mascolinità e di adeguatezza nella gestione della propria sessualità.

L’eiaculazione precoce (EP) è una disfunzione sessuale maschile caratterizzata da
eiaculazione che avviene sempre o quasi sempre prima o entro un minuto dalla penetrazione vaginale,
incapacità a ritardare l’eiaculazione stessa in occasione di tutte o quasi tutte le penetrazioni vaginali,
conseguenze personali negative quali disagio, fastidio, frustrazione e/o l’evitare l’intimità sessuale.
A sua volta l’eiaculazione precoce si può suddividere in:
Eiaculazione precoce primaria;
Eiaculazione precoce secondaria o acquisita;
Eiaculazione precoce variabile;
Eiaculazione precoce premature like.
Nell’Eiaculazione Precoce primaria, l’eiaculazione occorre quasi sempre entro 30–60 sec (80%) o tra 1 e 2 minuti (20%), indipendentemente dalla partner e sin dai primi tentativi di rapporto sessuale
Nell’eiaculazione precoce secondaria, la disfunzione sessuale inizia ad un certo punto della vita, con precedenti normali esperienze eiaculatorie. ed è spesso legata a:
Problemi psicologici o relazionali,
Disfunzione erettile
Infiammazioni prostatiche
Disturbi tiroidei
Nell’Eiaculazione Precoce variabile il tempo di eiaculazione non è mai consistentemente rapido, ma puramente casuale e situazionale.
Talvolta considerata come una normale variabilità della performance sessuale, con una poco rilevante ed irregolare eiaculazione anticipata, spesso associata a ridotto controllo della stessa
L’ Eiaculazione Precoce “premature like” caratterizza uomini che lamentano eiaculazione precoce ma con normale latenza eiaculatoria di 3-6 minuti.
Nella valutazione diagnostica dell’EP l’anamnesi è fondamentale perché ci permette di identificare la presenza dei fattori caratteristici e discriminanti l’EP stessa secondo le definizioni internazionali, di distinguere le diverse forme di EP ed identificare potenziali fattori predisponenti e, attraverso questionari di valutazione, dà la possibilità di un analisi oggettiva del disturbo tramite l’analisi dello IELT (tempo di latenza di eiaculazione intravaginale.
Nel percorso diagnostico possiamo servirci di questionari validati come il PEDT (Premature Ejaculation Diagnostic Tool)
Il PEDT comprende cinque domande che valutano:
CONTROLLO SULLA EIACULAZIONE
FREQUENZA DEL DISTURBO
EIACULAZIONE ALLA MINIMA STIMOLAZIONE
STRESS EMOTIVO
DIFFICOLTÀ INTERPERSONALE
Un punteggio ≤8 depone per EP, compreso tra 9-10 per probabile EP, ≥11 esclude una EP.
In sostanza una corretta anamnesi permette di distinguere tra:
EP PRIMARIA (LIFELONG) à disturbo presente sin dal primo rapporto
EP SECONDARIA (ACQUISITA) à disturbo comparso ad un certo punto nella storia sessuale dell’individuo
EP SITUAZIONALE à legata ad una specifica circostanza o partner
EP PREMATURE – LIKE à preoccupazione soggettiva ma non reale di EP.
All’anamnesi deve seguire una visita andrologica completa che valuti i testicoli (dimensioni, consistenza), gli epididimi (dimensioni, profilo, microtumefazioni), il pene (dimensioni, fimosi, frenulo, flogosi del glande, flogosi del solco balano-prepuziale, malattie sessualmente trasmesse) finalizzata all’esclusione di processi flogistici a carico del pene ed alterazioni morfologiche ed ipersensibilità topica a livello dei genitali esterni; va inoltre effettuata una esplorazione digitorettale finalizzata all’esclusione di processi flogistici a carico della ghiandola prostatica che potrebbero compromettere il normale controllo volontario dell’eiaculazione.
Va inoltre eseguita una valutazione dei caratteri sessuali secondari, del grado di androgenizzazione, la presenza o meno di ginecomastia per escludere squilibri ormonali e turbe dello sviluppo puberale con conseguenti riverberi psicologici e conseguenze sul controllo volontario dell’eiaculazione.
Infine andranno valutati il riflesso cremasterico, bulbo-cavernoso e anale.
La terapia per l’eiaculazione precoce aumenta la sua efficacia laddove venga intrapreso un approccio che integri delle tecniche cognitivo-comportamentali (Sensate focus,Stop-start technique, Squeeze , Stop-pause) alla terapia farmacologica.
L’unico farmaco approvato per la terapia dell’EP è la Dapoxetina.
La Dapoxetina è un SSRI (inibitore del reuptake della serotonina) caratterizzato da rapidità d’azione e da breve emivita che la rendono ideale per una terapia al bisogno; i dosaggi utilizzati sono il 30 e il 60 mg e va assunta 1.3 ore prima del rapporto sessuale
La terapia con dapoxetina determina incremento dello IELT, della capacità del controllo eiaculatorio e incremento della soddisfazione per la qualità della propria vita sessuale.
Il profilo di tollerabilità del farmaco è particolarmente favorevole con pochi effetti collaterali dose-dipendenti quali nausea, diarrea, cefalea, vertigini e raramente sincope.
Generalmente si inizia il trattamento con 30 mg; se dopo sei assunzioni la risposta non è soddisfacente e non si sono verificati particolari effetti collaterali si può incrementare il dosaggio a 60 mg.
Risultati migliori a lungo termine si ottengono associando alla terapia farmacologica le terapie comportamentali
Le terapie comportamentali più impiegate sono la squeeze e la stop and start technique, entrambe orientate all’acquisizione di una maggiore capacità di controllo di livelli medi di eccitazione. Attraverso degli esercizi dedicati, il soggetto è in grado di acquisire un maggiore controllo dei tempi di eiaculazione e recuperare la propria autostima, che si traduce in una maggiore confidenza durante il rapporto sessuale ed una ridotta ansia
L’integrazione della terapia medica con un approccio comportamentale/educativo ha il preciso intento di ottimizzare il risultato del trattamento, aiutando il paziente a recuperare il controllo della propria eiaculazione in maniera stabile. In tal senso può essere di estrema utilità coinvolgere stabilmente la partner nell’iter diagnostico e terapeutico, perché il recupero di una maggiore complicità nel rapporto sessuale di coppia, garantisce un ulteriore stimolo per il paziente a recuperare la propria autostima, il proprio senso di mascolinità e di adeguatezza nella gestione della propria sessualità.

EIACULAZIONE PRECOCE